LAzienda si estende su cento ettari di natura incontaminata, a pochi Km dal mare e al centro delle bellezze naturali, storiche ed artistiche della Calabria, nel punto più stretto d’Italia, lungo il fiume Corace, terra dalla millenaria cultura, abitata dagli antichi Feaci, che Ulisse percorse per passare dal Tirreno allo Ionio evitando lo Stretto di Scilla e Cariddi. Le prime notizie dell’Azienda risalgono al XIV secolo. In un primo tempo appartenente alla Certosa di Serra San Bruno, con lo scioglimento della Cassa Sacra (XIX sec.), passò ai notabili del luogo. Laboriosa ed impegnativa l’opera di riassestamento iniziata trent’anni fa. Tracciate piste di penetrazione, riallineati i confini, gradonate le colline, che attualmente ospitano oltre 50.000 pini d’Aleppo, rigogliosamente acclimatati, ed altre varie specie di flora mediterranea, tra le quali è delizioso fare lunghe passeggiate. Da ammirare due rigogliosi impianti di uliveto. Il grano duro, l’orzo, l’avena, il farro, vengono alternati a rotazione con fave, piselli, ceci, pomodori ed altre essenze ortive dalle quali si traggono gli ingredienti per la cucina sana e gustosa del Borgo Santarosa.

 

La vecchia casa del massaro costruita pietra su pietra, in posizione dominante, fu il nucleo base da cui si sviluppò l’Azienda. In concomitanza con i più importanti lavori agricoli (semina, trebbiatura, raccolta delle olive e loro molitura) alcuni locali furono adibiti a mensa aziendale. Il convivio ebbe tanto successo che anche al di fuori delle occasioni principali vi fu il desiderio di invitare altri amici, specie nelle lunghe serate d’ inverno. La bontà della cucina e la gioiosa e ospitale atmosfera suggerì di rendere meno occasionali quegli incontri. Così nacque il Borgo Santarosa. Sono state recuperate le ampie strutture del vecchio frantoio a “macina” e della scuderia dei cavalli da tiro che, inutilizzate da tempo, hanno lasciato il posto a due confortevoli sale per il ristoro e la degustazione dei prodotti, la sala “Vecchie Scuderie” e la più informale e intima sala “Fontanella”. L’altezza dei fabbricati ha permesso di allocare, sopra, confortevoli stanze per un piacevole riposo degli ospiti. La cucina, con annesso forno a legna e dispensa, è stata ricavata nella vecchia torre con i cantonali in pietra, un tempo utilizzata per il controllo del territorio contro i bracconieri e gli incendi.